Scott McTominay, 28 anni, ex giocatore del Manchester United ora al Napoli, si apre in un’intervista con entusiasmo e sincerità per Athletic e New York Times
Parla della sua vita in Italia, della passione per il cibo locale – in particolare dei pomodori campani, che considera una rivelazione rispetto a quelli insipidi provati in patria – e della sua esperienza calcistica.
Riflette sul suo periodo al Manchester United, dove si sentiva “mal interpretato” nel ruolo:
le sue qualità erano nell’attaccare l’area e segnare, ma spesso veniva schierato come mediano difensivo o addirittura difensore centrale.
Nonostante le difficoltà, come l’arrivo di grandi nomi (Pogba, Eriksen, Casemiro) che lo relegavano in panchina, non porta rancore e vede il suo percorso con equilibrio.
A Napoli, sotto la guida di Antonio Conte, si sente finalmente apprezzato per ciò che è:
un leader e un giocatore d’attacco in mezzo al campo.
Ha abbracciato la cultura italiana, imparando la lingua e integrandosi nella città, tanto da guadagnarsi un murales e il soprannome “Braveheart”.
Difende la Serie A dalle critiche, sottolineandone la difficoltà fisica e tattica.
Dopo nove mesi, McTominay non sembra di passaggio: Napoli è diventata casa, e lui appare in pace con sé stesso, godendosi il momento.
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