Bisogna però stare molto attenti, perché appena a 13 punti la Norvegia incalza ed insegue pericolosamente il secondo posto utile per la qualificazione ad Euro 2016. L’unico modo per costruire una grande nazionale è puntare su un gruppo forte e coeso, come quello costruito nel 2006 da Marcello Lippi. La selezione attuale di Conte sta cercando di prendere esempio da quel modello di nazionale, ma la quadratura ancora non si trova perché il gruppo è ampio e le risorse scarseggiano. Ad amalgamare tutta quella diversità dovrà pensarci il Ct, ma per ora nell’immediato la cosa importante sono i 3 punti che l’Italia deve mettere tra sé e la Norvegia. Per ottenere il risultato sperato Conte potrebbe affidarsi ai “napoletani”, Lorenzo Insigne e Manolo Gabbiadini. Entrambi hanno le qualità per spaccare la partita, sono i prototipo dei fantasisti che sono mancati all’Italia nel post Mondiale 2006. Tra i due è Gabbiadini a vivere il paradosso più grande: titolare in nazionale ma ancora sempre in panchina nel Napoli di Maurizio Sarri. Starà a lui risollevare le sorti dei partenopei, fermi ancora ad 1 solo ponto in campionato dopo due gare certo non esaltantissime. Che i destini delle due realtà, nazionale e locale coincidano, questo è evidente e scontato, ma la cosa più importante è che, per una volta, coincidano anche gli intenti.
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