Aurelio De Laurentiis, stando alla ricostruzione del Corriere dello Sport, avrebbe chiamato più volte Carlo Ancelotti per monitorare la situazione.
“Non c’è bisogno di far tremare le pareti per arrivare al cuore di quel Napoli che Ancelotti sente ancora suo, legittimamente suo, umanamente suo e che De Laurentiis non vorrebbe strappargli, proprio no, perché di un gentiluomo e di quello spessore bisogna aver rispetto: «Come va…?». Una telefonata al mattino, un’altra dopo l’allenamento, un’altra ancora in serata, per spargere normalità intorno ad una “storiaccia” dolorosa, quelle che nel calcio germogliano sorprendentemente, e che rischierebbe in tre ore, cosa volete che siano centottanta minuti, di dover intervenire e procedere, che sia Spalletti o che sia Gattuso o un mister X da individuare, per imprimere la cosiddetta scossa”.